Rassegna Stampa

Trasporti-Italia.com

ArcelorMittal: l'autotrasporto chiede incontro al Governo, allarme per il ritardo nei pagamenti (ven, 10 lug 2020)
Aprire un tavolo di confronto tra Governo, azienda e associazioni dell'autotrasporto sulle reiterate criticità che la categoria sta affrontando nell'operare con la multinazionale Arcelor Mittal. Lo hanno chiesto Confartigianato Trasporti e altre associazioni dell'autotrasporto con una lettera a firma dei Presidenti nazionali al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, al Ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli e alla Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti De Micheli. "Il trasporto ed in particolare l'autotrasporto rappresentano un fattore imprescindibile per garantire la continuità operativa delle acciaierie gestite da Arcelor Mittal in Italia, indispensabili per approvvigionare il ciclo produttivo delle necessarie materie prime e per garantire l'immissione sul mercato dei prodotti finiti e semi-lavorati", si legge nella nota. "La fornitura dei servizi di trasporto è sempre stata garantita dalle nostre imprese, con grande senso di responsabilità, pur dovendo sopportare oneri economici non dovuti che però, oggi in piena crisi, sono divenuti insopportabili. Infatti, oltre a dover registrare una revisione delle condizioni contrattuali peggiorative che di fatto erode la già bassissima remunerazione delle nostre imprese e che comporta una assegnazione dei servizi oggettivamente fuori mercato, dobbiamo subire un forte ritardo nei pagamenti che può compromettere la sopravvivenza di molte imprese. Appare evidente come in questo modo la liquidità necessaria alle aziende venga a mancare. La preoccupazione, poi, che i ritardi nei pagamenti si trasformino in mancati pagamenti è grandissima. Si profila all'orizzonte un incubo che i trasportatori hanno già vissuto con ILVA e la successiva gestione commissariale: fornire servizi caricandosi dei relativi costi e vedersi riconoscere, se va bene, solo minima parte di quanto a loro dovuto". "Ci appelliamo al Governo affinché si faccia portavoce nei confronti di Arcelor Mittal delle esigenze sopra richiamate non potendo escludere, in caso contrario, che le imprese assumano iniziative di protesta che possano portare alla sospensione dei servizi offerti. Ed ancora, abbiamo l'impellente necessità di ricreare un quadro di certezze minimo anche, come detto, per il futuro, con particolare riferimento ai crediti fino ad oggi accumulati dalle imprese che erogano servizi di trasporto".
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L'Ue vara un piano di investimenti per sostenere la diffusione dell'idrogeno (Fri, 10 Jul 2020)
La Commissione europea ha presentato una strategia per promuovere e sostenere la creazione di un mercato dell'idrogeno pulito in tre tappe, per aumentare l'efficienza e tagliare le emissioni. L'idrogeno sarà una priorità di investimento per l'Ue, con finanziamenti dal Recovery fund, da InvestEU, dal fondo per l'innovazione finanziato dall'Ets e dal programma per la ricerca Orizzonte Europa. Il sostegno sarà principalmente indirizzato all'idrogeno prodotto con rinnovabili ma anche a quello prodotto con fonti fossili come il gas, ma solo con sistemi di abbattimento delle emissioni "Guardiamo alla transizione energetica del nostro settore come ad una grande opportunità, in termini ambientali ed economici, ma le istituzioni devono adoperarsi per renderla concretamente possibile. Non devono innamorarsi di slogan che poi non sanno portare avanti e tradurre in realtà". Con queste parole, il Presidente di Anita, Thomas Baumgartner, commenta tali strategie comunitarie sull'integrazione del sistema energetico e sull'idrogeno, finalizzate a rendere l'Europa un'economia climaticamente neutra nel 2050. "Nell'autotrasporto merci, l'Unione e gli Stati membri devono lavorare per l'effettiva creazione di un ventaglio di opzioni energetiche a basse e zero emissioni di carbonio, ma a costi competitivi. Nel trasporto pesante di lungo raggio, il GNL rappresenta oggi l'unica alternativa possibile al gasolio per costi e rese in termini di prestazioni su mezzi di grandi dimensioni. Qui bisogna accelerare su biocarburanti sostenibili, combustibili sintetici e idrogeno con fuel cell. L'utilizzo di veicoli elettrici invece avrà possibilità concrete di penetrazione sul mercato solo nel trasporto di corto raggio e in ambito urbano", continua Baumgartner. Anita condivide l'approccio di filiera proposto dalle strategie comunitarie per sviluppare livelli adeguati di domanda di energia pulita, contestualmente agli aspetti produttivi e infrastrutturali. Solo così le fonti green posso ambire alla sostituzione di quelle fossili. Ma chiede un cambio di passo al Governo italiano in vista di un'economia climaticamente neutra. "Finora abbiamo assistito a politiche schizofreniche nel nostro Paese: è stato giustamente incentivato il rinnovo del parco circolante con mezzi a basse emissioni di classe Euro VI e alimentati a GNL, mantenendo allo stesso tempo cospicui benefici economici ed operativi per i veicoli più inquinanti. Mentre l'Italia è incagliata in questi goffi tentativi green, gli altri Paesi snocciolano articolate strategie e stanziano cospicue risorse sulle tecnologie di punta per il trasporto pesante di merci. I soliti noti, Germania e Olanda, hanno già sfoderato le armi per aggredire il mercato dell'idrogeno verde e sfruttarne tutti i vantaggi "- conclude Baumgartner. Anita rinviene nelle agende di questi Paesi tante misure interessanti: dalla modulazione dei pedaggi per i mezzi pesanti nelle reti di trasporto in funzione della C02, alla fissazione di target di veicoli alimentati a idrogeno e delle relative stazioni di rifornimento da conseguire già nel 2025, allo sfruttamento dei porti quali hub energetici, alla tassazione favorevole sull'elettricità utilizzata per produrre idrogeno verde, all'utilizzo delle reti esistenti di gas per il trasporto dell'idrogeno e alla costruzione di infrastrutture dedicate all'idrogeno pulito, ai finanziamenti in R'S.
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